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mercoledì 16 agosto 2017

[Oneshot] Episodio 20




 1 Ottobre 2015


Era una serata calma come molte nei giorni passati. Avevo la sensazione che il tempo stesse andando a rallentatore. Da un lato non vedevo l'ora di incontrare la me bambina, dall'altro il pensiero di rivedere Emris mi faceva venire i brividi.
Improvvisamente suonò il campanello. Guardai Steve e lui andò ad aprire. Attesi per alcuni minuti e alla fine si palesarono davanti a me cinque figure incappucciate con mantelli marroni, quattro alte e una bassa.
- Salve Oracolo, siamo qui per un tuo consiglio. - fece una delle figure mentre si toglieva il cappuccio e rivelava un ragazzo sulla trentina biondo e dagli occhi marroni.
Io, come sempre, iniziai a mescolare le carte. - Prego siediti. - gli indicai la sedia davanti al tavolo.
Per un attimo mi fermai a osservare i presenti, uno a uno, cercando di ricordare chi fosse Emris. Sapevo che era accanto a me in ogni istante proprio come in quella occasione.
- Cosa volete? Le vostre vesti indicano che fate parte del Gran Circolo, ma io sono stata estromessa da quel gruppo, no? - chiesi.
Il ragazzo rimase in silenzio ponderando ogni possibile risposta. - È vero. Ma il valore delle tue parole vanno oltre questo ingiusto atto da parte dei nostri Sacerdoti. Ti prego. Aiutaci.
Io presi una carta dal mazzo e feci finta di essere sorpresa. - A quanto pare il destino ha deciso che vi aiuterò. Bene, dunque. Quale problema ha bisogno del mio consiglio?
Il ragazzo fece un gesto con la mano e la figura accanto a quella bassa portò quest'ultima vicino al tavolo. Poi le prese il cappuccio e lo abbassò rivelando il volto di una bellissima bambina dai capelli rossi e dagli occhi azzurri. - Devo sapere se questa bambina è una Matriarca.
Vedere me stessa da giovane mi riempì di gioia e confusione, era una sensazione davvero strana.
Chiusi gli occhi e presi altre tre carte e le poggiai sul tavolo, poi le girai una a una. - Sì, lo è! - risposi.
Il ragazzo fece un sospiro cupo. - Capisco... grazie mille, Oracolo! - E si alzò per andarsene.
- Aspetta! - lo fermai. - C'è qualcos'altro. Dì ai tuoi capi che una nuova Matriarca nascerà. E che avrà la forza di un dio! - Sapevo che questa profezia si sarebbe avverata perché avevo visto con i miei occhi Tiffany uccidere Marcus con un solo pugno.
- Una profezia? Allora lo dirò a ogni strega che conosco, meritano di sapere. - rispose.
Ancora meglio!, sorrisi e gli feci un piccolo inchino con la testa.
Attesi che se ne fossero andati e tirai un sospiro di sollievo, speravo fosse finita e che potessi godermi la vecchiaia in santa pace.
Due giorni dopo, uno degli incappucciati sfondò la porta a calci. Sapevo chi era ma non pensavo arrivasse a tanto.
Steve corse subito a vedere il malvivente. - Tu? Come osi mancare di rispetto verso l'Oracolo, maledetto bastardo? - sbraitò.
La figura guadò verso Steve poi tornò su di me. - Oh. Io oso eccome. Ho molte cose di cui discutere con te, madre! - disse con molta calma.
- Cosa? Madre? Oracolo, di cosa sta parlando? - Steve era davvero confuso.
Io alzai la mano. - Per favore calmati, Steve. - lui annuì e io passai alla figura incappucciata. - Che cosa vuoi Emris?
La figura abbassò il cappuccio rivelando il volto di un uomo cinquantenne dai capelli grigi. - Tu racconti molte storie, è il tuo dono. Lascia, però, che ti racconti io qualcosa stavolta. C'era una volta un bambino innocente che venne rapito in facie e portato in un altro mondo. Quel bambino poi divenne adulto e, una volta scoperta la verità, tornò di nuovo sul suo mondo natale per vendicarsi di quei genitori che lo avevano abbandonato al suo destino. Fine della storia ed eccomi qua.
- Io e Joseph non ti abbiamo abbandonato. Ti abbiamo cercato per tanto tempo, ma alla fine abbiamo mollato. Non avevamo le forze per continuare. Mi dispiace. - cercai di spiegargli con tutto l'affetto che provavo per mio figlio.
Emris si mise a ridere. - Ti dispiace? Davvero? Cinquantasei anni, madre. Ho vissuto per cinquantasei anni in un mondo diverso dal mio senza mia madre o mio padre. Rinunciando alle mie capacità naturali. Credi che delle semplici scuse possano bastare?
- No, ma possiamo... - provai a dire ma Emris si cagliò contro di me prima di poter finire.
- Non ti lascerò far del male all'Oracolo. - urlò Steve cercando di fermarlo con un pugno.
Emris schivò il colpo e si allontanò di qualche passo. - Ehi, sta calmo... o ti farai male ragazzo.
Subito dopo, dall'entrata sbucarono fuori tre figure impacciate e dall'aspetto cadaverico. Con un gesto ampio della mano Emris scaglio i suoi zombie contro Steve che urlò dal terrore.
Steve provò a respingerli al meglio delle sue capacità, con calci, pugni e spinte ma i suoi avversari erano semplicemente implacabili e alla fine riuscirono a gettarlo a terra. Quasi immediatamente cominciarono a morderlo e graffiarlo, poi a staccargli pezzi di carne e budella tra le sue urla strazianti. Alla fine lo ridussero a brandelli, senza arti o organi interni. Steve era diventato un ammasso di sangue e membra sul pavimento.
Io rimasi a guardare impotente l'intera scena. Il terrore si fece strada nella mia mente e distolsi lo sguardo. Mi dispiace molto Steve!, continuai a pensare mentre diventavo tutta un tremore.
Una mano mi prese per i capelli e fui spinta verso la libreria dove sbattei la testa e cadetti a terra.
- È ora di giocare un po', madre! - disse poi cominciò a tirarmi calci senza sosta tenendosi appoggiato alla libreria. Dopo l'ennesimo calcio sentii cadere a terra un quaderno. Provai ad aprire gli occhi e vidi il mio diario aperto. Come segnalibro usavo spesso la foto che ci facemmo io e Joseph da bambini, provai a prenderla ma Emris fu più rapido di me.
- E questa cos'è? - chiese euforico. Poi guardò meglio e il suo volto cambiò. - No, no, no. No! Non può essere... Tu sei... e lei è... Questo cambia tutto. Sì, sì, posso cambiare il mio destino. - si rimise a ridere e tornò a prendermi a calci in faccia.
Mi colpì così forte che alla fine non sentii più dolore. Finsi di essere morta finché Emris non se ne andò assieme ai suoi zombie.
Provai ad alzarmi a sedere appoggiando la schiena alla libreria, A fatica presi il diario e con la mano buona raccontai questa storia. L'ultima cosa che riuscii a scrivere fu:
“Mi dispiace tanto. Alla fine non sono riuscita a darti molto ma una cosa posso assicuratela, ho mantenuto la promessa. Ho vissuto bene. Io ho davvero...”




Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing dei libri: Grazie mille.


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mercoledì 9 agosto 2017

[Oneshot] Episodio 19




9 Aprile 2015


Era passato un anno da quell'incontro con la Gran Sacerdotessa, ero rimasta depressa dopo il massacro del Bayou e mi risollevai quando seppi della morte di Era a Jackson Square. I giornali ne parlarono in continuazione
quando fui chiamata al cellulare.
Accettai la chiamata. - Pronto.
- Oracolo, sono Steve. - mi rispose.
- Steve? Come fai ad avere il mio numero?
- Google. Volevo infirmarla che ho concluso la missione che mi ha assegnato. Sono pronto a tornare al suo servizio. - spiego Steve.
- Quindi hai dato la casa a Evaline... - dissi. Poi cambiai discorso. - Non sai che Era è morta? Non hai nessun dovere nei miei confronti.
- Sì, ho fatto tutto come aveva detto. Ho bisogno di distrarre la mente e aiutare lei è un ottimo modo, soprattutto dopo la morte di mio figlio Jaden. - continuò lui.
- Oh mio dio. Mi dispiace. - Per un attimo non ci arrivai, poi però ripensai all'amico di Tiffany decapitato da Jalaer Solair, il suo nome era Jaden.
Accettai la sua proposta e il giorno dopo era venuto, come aveva fatto vent'anni prima, alle otto del mattino.
- Comunque, non mi avevi detto che la donna a cui dovevo vendere la casa fosse così bella. Per poco non mi veniva un infarto. - scherzò durante una piccola pausa.
Io mi misi a ridere. - Sì, mia nipote Evaline è sempre stata meravigliosa, in tutti i sensi.
- Tua cosa? Oh, cavolo, dovevi dirmelo avrei... o forse no? - chiese alzando il sopracciglio.
Io mi limitai a sorridere. Poi cambiai espressione e diventai più seria. - Ho un altro compito per te. Stavolta, però, le mie capacità non ti aiuteranno. - gli confessai.
- Qualunque cosa, Oracolo. - mi fece un inchino.
- Scopri tutto quello che puoi su un portale dimensionale che potrebbe trovarsi qui a New Orleans. - gli ordinai.
- Se posso chiedere, come mai le interessa una cosa del genere? - Sembrava curioso ed eccitato all'idea di mettersi subito a lavoro.
- Era voleva il potere che si trova oltre quel portale, io voglio fare in modo che nessuno lo ottenga! - gli spiegai.
Lui sorrise e si mise subito a lavorare. Nei mesi successivi scoprimmo che in un sito sacro degli indigeni del Bayou esisteva una antica piramide, ma la sua esatta ubicazione era rimasta ignota. Scoprimmo anche il suo nome, o almeno la sua traduzione: Tempio Ancestrale.
Presi un vecchio foglio di carta ingiallito e cominciai a scrivere una lettera per Evaline in caso mi fosse successo qualcosa. Infatti tutto quel lavoro di ricerca aveva fatto irritare il nuovo Gran Circolo, composto dai capi di varie congreghe e creato per evitare una sanguinosa guerra per il potere in città.
Una notte Steve entrò di corsa in casa, aveva il fiato corto e il viso preoccupato. - Ho buone e cattive notizie. - disse bevendo un bicchiere d'acqua.
- Certo, prendi fiato e dimmi tutto. - gli appoggiai luna mano sulla spalla.
- Ieri pomeriggio l'hanno esclusa dal Gran Circolo... - disse lui col fiatone.
- Ah, meno male... e quella cattiva? - gli chiesi curiosa.
Lui mi guadò storto. - Era questa quella cattiva. L'altra notizia è che alcune persone sono apparse misteriosamente nel Bayou. Le hanno avvistate le sentinelle della coalizione del Reggente. - spiegò.
- Quante erano queste persone? - continuai.
- In sei, quattro uomini e due donne. - rispose Steve prendendo un bicchiere e bevendo dell'acqua.
- Arthur e i suoi compagni... quindi c'è sicuramente anche lui. - ragionai a bassa voce. - Quando è successo?
- Circa una settimana fa. - rispose ancora bevendo un altro sorso d'acqua. - Ma come mai sei così interessata a questi tipi?
- Hai detto che sono misteriosamente apparsi nel Bayou, giusto? E il Tempio Ancestrale si trova in un sito sacro nella palude. Sono convinta al cento per cento che questi sei individui provengano da un altro mondo. - gli spiegai.
- Significa che forse sono più pericolosi di quel che sembrano. Cosa facciamo? - l'uomo era davvero spaventato.
- Tu non immagini nemmeno quanto possano essere pericolosi. Faremo l'unica cosa che possiamo fare con la nostra attuale forza: nulla. Dobbiamo solo aspettare e vedere cosa succede. - gli sorrisi. Lui non sembrava convinto ma annuì lo stesso.
Mi spiaceva di non poter fare altro ma avevo un ultimo compito da svolgere. Se avessi agito diversamente non avrei mai più avuto la possibilità di incontrare quella persona e di conseguenza avrei cambiato il futuro. E questo non potevo permetterlo.


  
Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing dei libri: Grazie mille.


Libri Precedenti.

venerdì 4 agosto 2017

Intervista Del Blog: Curiosando


  • Parlaci di te, Andrea Romanato: Sono un normale ragazzo di quasi trentuno anni e vivo vicino a Venezia. Scrivo da quando ero piccolo anche se i miei non condividevano, e non condividono tutt’ora, tale passione.
  • Qual è il titolo del tuo libro? In realtà sono molti libri, sto scrivendo una intera saga intitolata Lonely Soul. Sono quasi arrivato al terzo libro pubblicato, anche se si tratta solo di un oneshot più corto dei primi due.
  • A quale genere appartiene? Si tratta di urban fantasy in stile fumettistico. Ogni libro è una storia autoconclusiva all’interno di una lore comune. Ho intenzione di scrivere anche altre serie ambientate nel medesimo mondo quindi i libri da leggere non mancheranno di certo.
  • Come è stato pubblicato? Ho provato con le case editrici ma tutte volevano i miei soldi e il mio tempo quindi ho deciso di spendere il mio tempo e andare di Self. E per la cronaca il self è molto duro come metodo di pubblicazione.
  • Link per reperire il tuo scritto online:
Il primo è:
Titolo: Lonely Souls: Le streghe di New Orleans
Autore: Andrea Romanato
Editore: Self Publishing
Genere: Urban Fantasy
Data di pubblicazione: 21 Gennaio 2016
Prezzo: 2,99 ebook, 9,99 cartaceo.
Lunghezza stampa: 187
Link d’acquisto: Amazon
Il secondo invece:
Titolo: Lonely Souls: La guerra occulta delle streghe
Autore: Andrea Romanato
Editore: Self Publishing
Genere: Urban Fantasy
Data di pubblicazione: 28 Marzo 2017
Prezzo: 2,99 ebook, 9,99 cartaceo.
Lunghezza stampa: 196
Link d’acquisto: Amazon
  • Parlaci della trama del tuo libro: Le trame sono tutte incentrate sul mondo segreto delle streghe e di come questo cominci ad aprirsi libro dopo libro, e allo stesso tempo si evolve in direzioni inaspettate anche per me. Non pensavo di avere in mente un mondo così complesso e invece si sta rivelando una vera e propria sfida, che ho intenzione di vincere.  
  • Siamo curiosi, come ti è venuta in mente l‘idea sulla trama e sui personaggi? Dai fumetti della marvel. Mi sono detto “perché nessuno ha mai provato a scrivere trame del genere (una lore comune e molti protagonisti descritti in vari libri)?” Ci provo io, e da quello che vedo sta andando bene. Per i personaggi mi sono ispirato alla Storia umana, le streghe sono sempre state discriminate e condannate, qiundi perché non renderle dei cazzuti super eroi dei nostri tempi? Le abilità le hanno, perché non usarle in quel modo piuttosto di andare in giro per la città a massacrare altre streghe?
  • Perché le persone dovrebbero decidere di leggere la tua operaSemplice, perché Streghe come le mie non le troverete da nessun’altra parte. Sono forti, agguerrite e, nonostante il mondo stesso in cui vivono cerchi di impedirglielo, cercano sempre di fare la cosa giusta (anche se questo concetto è molto soggettivo).

© Tutti i diritti riservati allo scrittore Andrea Romanato

mercoledì 2 agosto 2017

[Oneshot] Episodio 18




10 Agosto 2014
La mia vita era passata velocemente, tra natali in famiglia con Murphen, Mikela e Evaline, il lavoro di Oracolo per i sottoposti di Era, e la vecchiaia che avanzava.
Quando seppi dell'incidente in cui fu coinvolta la mia nipotina corsi in ospedale e ci tornai ogni giorno per essere sicura che si risvegliasse. Avevo avuto il terrore di aver cambiato qualcosa nella linea temporale durante gli anni passati, ma quando Murphen mi disse che si era svegliata senza alcun ricordo del passato feci un sospiro di sollievo, non era cambiato nulla.
Era passato quasi un anno dall'incidente di Evaline quando qualcuno bussò alla mia porta. Andai a vedere allo spioncino e riconobbi subito chi fosse. Era una donna bionda e snella, indossava un vestito bianco e, nonostante il viso sciupato, il suo sguardo era più che mai vispo. Accanto a lei una ragazza dagli occhi verdi e capelli mori con la frangetta dritta.
Aprii la porta e la feci entrare.
- Salve Oracolo, ho bisogno di un tuo consiglio. - mi fece la donna.
- Somma Era, siediti, prego. - le indicai la sedia riservata ai miei clienti posizionata davanti a una vecchia scrivania scura. Io mi sedetti davanti a Era e comincia a mescolare le carte, mentre Valentine e altri due uomini entrarono nel mio ufficio.
- Ti ringrazio. - mi fece un inchino Era.
- Cosa vuole sapere la Grande Sacerdotessa di New Orleans? - le chiesi.
Lei fece un profondo respiro. - Quello che vogliono tutti, Sacro Oracolo: il vero potere.
- Di potere ne avete in abbondanza con il vostro bagaglio di esperienza, Somma Era. - le risposi.
Era si sporse verso di me con un sorriso maligno. - Io voglio il vero potere. Il potere ultimo!
Il potere ultimo?, mi chiesi. Quale potrebbe essere il potere più grande per una strega? Uccidere chiunque ti intralci? No, troppo banale. Certo, la conoscenza per creare altre streghe, ragionai.
Dovevo evitare che continuasse a cercare quel potere, non doveva averlo. Cominciai a posizionare le carte sul tavolo e a girarne due, avevo deciso di sfruttate la possibilità di mentire. - Questo potere non esiste in questo mondo, mia Sacerdotessa. - le risposi.
Era batté con la mano sul tavolo. - Esatto, in questo mondo no. Ma in altri? - mi chiese con un po' di malizia.
Altri mondi? Ma di cosa sta...? Aspetta, Tiffany diventerà una Matriarca nella città di Samath che era letteralmente in un altro mondo. Forse non è poi così assurdo, ragionai cercando di rimanere impassibile.
Presi un'altra carta e la girai. - Forse. - Cominciai a sudare freddo.
Era si girò verso la figlia. - Quindi esiste un modo per trovare quel tipo di potere. - poi tornò a guardarmi. - Io e mia figlia in antichità potevamo raggiungere il Monte Olimpo attraverso un portale di un tempio ora in rovina. Esiste un tempio simile anche qui, magari in quella putrida palude? - fece un gesto con la mano.
Girai un'altra carta. - Può essere. Ma io non so dove si trovi e non posso scoprirlo con la mia precognizione. - le risposi.
Era aggottò la fronte - Lo capisco.
- Mi dispiace. - le feci.
Lei annuì. - Ma qualcuno deve pur sapere qualcosa. Dei discendenti indigeni, o qualche congrega situata nel Bayou e che la conosce come le sue tasche. - provò a ragionare.
No! No! No! Non pensare a quello che credo, ti prego!, la supplicai nella mia testa.
Era alzo lo sguardo sorridendo. - So cosa fare. - Il suo sguardo era quello di un sadico.
- No credo che... - provai a dirle ma lei mi fermo.
Mi prese le mani e mi guardò negli occhi. - Grazie Oracolo. Lei mi ha aiutata a illuminare la via da percorrere. Lei mi ha salvata. - Poi s alzò, fece un cenno ai due uomini e a Valentine e si avviò verso l'uscita.
Valentine fece per seguire sua madre quando la fermai dicendole: - Tu, aspetta!
Lei rimase immobile senza girarsi. - Cosa vuoi da me, Oracolo?
Attesi che Era fosse abbastanza lontana. - Il tuo piano funzionerà ma perderai molto in cambio. - le dissi.
Valentine rimase in silenzio per qualche secondo. - Nulla ha più valore per me della libertà. - mi ringhiò.
- Quindi l'amore, l'amicizia e la fiducia per te sono nulla? - le chiesi.
Lei si girò verso di me. - Voglio la libertà per poter vivere e trovare quelle cose. Ma devo essere libera da mia madre prima. Questo o un'eternità di dolore e schiavitù.
Sospirai, speravo di poterla aiutare e farle capire che senza i suoi amici, senza la sua congrega, non avrebbe mai raggiunto la vera libertà. - Allora permettimi di darti un consiglio: quando penserai di star per cadere nel baratro ricorda sempre che puoi farcela.
Valentine annuì. - Ti ringrazio per il consiglio. Addio Oracolo. - si girò e se ne andò.
- Addio e buona fortuna, vecchia amica mia. - dissi con le lacrime agli occhi.
Abbassai lo sguardo e notai che le mie mani stavano tremando. Ero stata io a consigliare a Era di sterminare la famiglia di Jolene. Avevo causato altre morti, mi sentivo incolpa e scoppiai a piangere.




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mercoledì 26 luglio 2017

[Oneshot] Episodio 17

 



16 Marzo 1994


Era dura sopravvivere con la sola cartomanzia. Steve era impegnato con il figlio e non riusciva a farmi da guardia del corpo, e per quanto riguardava Era non avevo coperto nulla nonostante il posto privilegiato nel suo Gran Circolo.
Ero scoraggiata e frustrata, mi sentivo come se non stessi facendo abbastanza.
A metà marzo ricevetti una telefonata. Inizialmente non avevo voglia di rispondere poi mi feci coraggio ed alzai la cornetta.
- Pronto! - feci poco convinta.
- Ciao, mamma. - mi fece una voce maschile.
- Murphen? - chiesi per essere sicura.
- Sì, sono io. Senti, poi venire in ospedale? - mi chiese.
- Ospedale? Stai male? È successo qualcosa? - cercai di capire.
Lui sospirò. - Vieni e basta, va bene?
- Certo, certo. Arrivo il prima possibile. - gli risposi.
Murphen non mi aveva più chiamata dal suo matrimonio con Mikela, mi dava la colpa della morte di suo padre ed era anche riluttante verso il mio lavoro. Non lo biasimavo se provava odio nei miei confronti. Se mi chiamava doveva essere per qualcosa di serio.
Mi preparai in fretta e uscii. Presi due autobus e un tram per arrivare davanti l'entrata dell'ospedale ma ci misi comunque un'ora, New Orleans stava diventando la città che ricordavo.
Appena entrata nell'edificio mi fermai per prendere fiato. La vecchiaia avanza Thessa!, cercai di ironizzare.
Mi avvicinai alla segreteria dove c'era una donna dall'aspetto annoiato. - Salve... - le dissi.
- Mi dica. - La donna aveva anche la voce annoiata.
Io le sorrisi. - Sì... ehm... avete ricoverato un uomo di nome Murphen?
Lei si girò verso un vecchio monitor. - Spelling?
Mi schiarii la voce. - M U R P H E N.
- No, nessuno con quel nome, mi spiace. - mi rispose.
- Allora una donna di nome Mikela? - le chiesi ancora. Se non era lui forse era successo qualcosa a sua moglie.
- Spelling? - chiese la donna.
Ma fa per davvero?, rimasi imbambolata. - M I K E L A. - le feci un sorriso tirato.
- Sì, c'è un riscontro. Quarto piano, corridoio a sinistra. Arrivederci. - mi rispose.
- Grazie mille! - e mi avviai verso l'ascensore.
Attesi che le porte si aprissero, entrai e premetti il numero quattro. Una volta uscita dall'ascensore mi diressi verso il corridoio a sinistra ma non trovai nessuno che conoscevo. Per un attimo pensai che la segretaria mi avesse preso in giro, poi però sul fondo vidi il viso di mio figlio e gli andai incontro.
- Cos'è successo? - chiesi preoccupata.
- Madre... - mi salutò con freddezza. - Niente. Mikela è in travaglio e voleva tutti i nonni della piccola il giorno del parto. - mi fece un cenno verso i genitori di Mikela.
Sospirai rincuorata. - Meno male. - Poi ripensai alla frase che mi aveva appena detto Murphen. - Aspetta, Mikela è incinta e non mi hai detto niente? - lo guardai confusa.
- Perché avrei dovuto? È la mia vita, non la tua. - mi fulminò con lo sguardo.
Quella frase mi fece male al cuore, non credevo che il suo risentimento nei miei confronti fosse così profondo. - Ah, va bene... mi fa piacere che tu stia bene. - gli sorrisi trattenendo le lacrime.
- Sì, come no... - rispose sprezzante Murphen.
Provai a replicare ma un'infermiera uscì dalla sala parto. - Signor Deraneau, sua moglie chiede la sua presenza.
- Arrivo subito. - gli rispose lui. Poi seguì l'infermiera all'interno.
Io mi misi a sedere su una poltroncina lì accanto, ero stanca. Continuavo a pensare: Ti prego fa che vada tutto bene!
Dopo alcune ore il dottore uscì e ci disse: - È andato tutto bene. Abbiamo avuto delle complicazioni ma la bimba e la madre stanno bene.
- Che tipo di complicazioni? - gli chiesi.
- Purtroppo abbiamo dovuto operare per colpa di un'emorragia interna. La signora Deraneau non potrà più avere bambini, purtroppo. - rispose il dottore.
- Capisco... possiamo entrare ora? - continuai.
- Certo, ma solo uno alla volta. La mamma ha bisogno di riposo. - ci sorrise e si congedò.
Rimasi ad aspettare il mio turno, l'ultimo, ed entrai. Per terra c'era ancora molto sangue e pezzi di placenta e le infermiere erano a lavoro per pulire al meglio quel disastro.
Guardai Murphen. - Come stanno?
- Bene. Stanno entrambe bene. - mi rispose lui. Il suo viso era preoccupato ma feci finta di niente.
Spostai lo sguardo verso Mikela che aveva il viso pallido e con in braccio un fagotto rosa. - Posso...?
Murphen guardò Mikela poco convinto ma lei lo rimproverò con gli occhi. - Certo. - mi sorrise lei. Mi avvicinai e con molta cautela presi in braccio la bambina.
Per un istante non me ne resi conto. Quando guardai la bambina negli occhi il cuore mi si fermò lasciandomi senza fiato. Erano due straordinari occhi viola. Sapevo, per esperienza personale, che il colore degli occhi delle streghe non erano come quelli umani, si sviluppavano nell'istante stesso in cui venivano al mondo.
Cominciai a tremare. - Come... come... come... l'avete... chiamata?
- Evaline. Evaline Deraneau. Credo sia un nome italo-francese... - rispose Murphen.
Mi guardai attorno, cercavo un posto dove potermi sedere. - Dovevo sedermi. - boffonchiai. Un'infermiera mi sentì e mi portò una poltroncina dove rimasi a fissare la neonata, poi scoppiai a piangere. Erano lacrime di gioia.
Dopo alcuni minuti mi ripresi dallo shock, restituii Evaline a Mikela e, senza dire una parola, uscii da quella stanza. Avevo bisogno di aria fresca.
A metà percorso per arrivare all'ascensore, Murphen mi bloccò per un braccio. - Si può sapere che ti prende? - mi chiese furibondo.
Io mi asciugai le lacrime. - Niente... - risposi.
- Niente un corno. Prendi la bambina in braccio, scoppi a piangere e poi te ne vai senza dire una parola. Insomma, sei fuori di testa o cosa? - mi rimproverò lui.
A quelle parole non riuscii a trattenermi. - Io ti ho dato tutto quello che potevo, ho sofferto per te, mi sono fatta il culo per farti diventare un uomo. E non mi pento di nessuna di queste cose perché grazie a te ho avuto una bellissima vita, nonostante tutto. - Lo presi per il colletto della camicia e lo avvicinai al mio viso. - Ora sarai tu a fare una cosa per me, razza di figlio screanzato.
- E cosa sentiamo? Avanti, cartomante da quattro soldi, dimmi cosa devo fare per te? - urlò furibondo Murphen.
- Dovrai tirare su quella bambina come se fosse il tesoro più prezioso che tu abbia al mondo! - sbraitai con le lacrime agli occhi.
Lo sguardo di Murphen cambiò, si ammorbidì, e io lo lasciai andare. Rimase a bocca aperta senza dire nulla. Io mi girai e presi l'ascensore.
Ero arrabbiata con mio figlio ma anche al settimo cielo, finalmente tutta la mia vita aveva avuto un senso. Ogni sofferenza, ogni battaglia, ogni perdita erano dei tasselli per arrivare a quel giorno. Tutto per far nascere la mia Sacerdotessa Evaline, ed ora anche l'amore più grande della mia vita, la mia nipotina. Quel giorno era stato il più bello di tutta la mia vita.




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martedì 25 luglio 2017

Recensione Del Blog: I Libri: Il Mio Passato, Il Mio Presente, Il Mio Futuro

Benvenuti cari lettori ad una nuova recensione! 
Protagonista di oggi “Lonely Souls: le streghe di New Orleans” di Andrea Romanato. 



Ma conosciamo un pochino il romanzo, vi va?

 

Il protagonista è un ragazzo newyorchese, Erik Crane, che si ritrova mezzo morto dopo aver subito un’aggressione da parte di alcuni individui nel tentativo di salvare una ragazza. Quest’ultima gli sussurra delle parole incomprensibili e lui sviene. Quando si risveglia si rende conto di essere nel corpo di una ragazza di nome Evaline e che si trova a New Orleans.
Un anno dopo, tornando a casa da lavoro, aiuta un’altra ragazza da un aggressore maniaco armato di machete. Quell’incontro e quella ragazza segneranno per sempre la vita di Erik, trascinato sempre di più nel mondo segreto delle streghe e delle loro sanguinose leggi.

La trama mi ha incuriosito fin da subito, perché come molti di voi sapranno, ho un debole per i personaggi maschili. Di solito mi incuriosiscono di più, non perché non trovi interessanti i personaggi femminili, ma perché mi affascina l’idea di vedere il punto di vista dell’altro sesso! Qui Erik è un ragazzo nel corpo di una giovane, Evaline, ma mantiene sempre il suo punto di vista maschile senza eccedere nel femminile. Il suo personaggio mi è piaciuto molto, soprattutto per quanto riguarda la sua volontà inarrestabile di difendere le persone che ama. Avendo avuto un passato famigliare difficile, nel momento in cui trova una vera famiglia, non può sopportare l’idea che le accada qualcosa! Mi sono ritrovata molto in questo lato protettivo di Erik, ed è stato veramente bello vedere un personaggio “maschile” che da libero sfogo ai suoi sentimenti. 
Come personaggi principali ho apprezzato particolarmente Valentine, Mei e Francis, molto ben fatti e interessanti dal mio punto di vista. Ho invece trovato abbastanza insopportabile Tiffany, dal mio punto di vista un personaggio dal carattere molto volubile, come se fosse ancora in cerca della sua personalità. Mi è sembrata molto anonima e non sono riuscita ad apprezzarla per nulla. Però ho visto che l’autore ha pubblicato il seguito, quindi spero che si riscatti magari nel secondo volume.

Della trama non mi sento di parlare perché Andrea ha scritto un romanzo molto veloce; fin dalle prime pagine ricco di colpi di scena, quindi rischierei di spoilerarvi gran parte della storia.  Il susseguirsi delle vicende viene un pochino arrestato dalle numerosità dei combattimenti, accuratamente descritti nel dettaglio. La scrittura come già detto è molto veloce e presenta un po’ di errori, ma grazie ad un buon editing si potrà risolvere tranquillamente questa piccola pecca. 

Le streghe che ci racconta Andrea sono diverse da quelle che si incontrano di solito, tutte incantesimi e pozioni. Sono streghe potenti e combattive, sopratutto dal punti di vista fisico! E' una caratteristica che aiuta il suo romanzo a distinguersi molto secondo me.



In conclusione il mio voto per questo libro è:

Jane


mercoledì 19 luglio 2017

[Oneshot] Episodio 16




20 Luglio 1994


Nell'estate del 94 durante una passeggiata nel Quartiere Francese notai la casa dove Evaline sarebbe vissuta con la sua congrega. Provai ad entrare quando fui fermata un uomo in giacca e cravatta.
- Mi spiace ma questa casa è sotto sequestro. - mi disse l'uomo.
- E per quale motivo? - gli chiesi.
- Qui ci viveva una famiglia di quattro membri: madre, padre, figlia e figlio. Tre mesi fa sono stati trovati brutalmente uccisi. Crediamo siano stati i membri di una setta Voodoo, una sola persona non può decapitare, squartare e ridurre a pezzi quattro persone in meno di un'ora, no? - mi chiese come se io dovessi confermare o smentire tale affermazione.
Voodoo? pensai. C'è una sola strega che avrebbe bisogno di quattro sacrifici per un rito Voodoo: Jalaer Solair ragionai.
Mi schiarii la voce e tornai a guardare l'uomo. - Orribile... Quando sarebbe possibile acquistare l'immobile? - gli chiesi.
- Non appena le indagini non saranno finite, forse prima... - rispose in modo torvo.
- Bene... non credo che riuscirà a vendere questa casa molto presto, con la storia che c'è dietro. - Presi un pezzo di carta da un tavolino lì vicino e scrissi il mio numero di telefono. - Ecco, mi chiami non appena sarà acquistabile, la prego!
L'uomo accettò di buon grado e io tornai a casa. Sapevo che lo avrebbe fatto perché vendere una casa dove era stato commesso un delitto così efferato non era semplice.
Il mese dopo l'uomo mi chiamò e io comprai la casa come da accordo e mi feci accompagnare da Steve. Spesi tutti i miei risparmi sia per l'acquisto che per l'arredamento, compresa una libreria in quercia italiana.
Ci misi una settimana a incidere a mano tutti i simboli di protezione che conoscevo, anche se sapevo che non sarebbero serviti a nulla senza infondergli forza vitale.
- Perché ha comprato questa casa? - mi chiese Steve.
- Perché una mia cara amica verrà a viverci un giorno e voglio che sia tutto perfetto. - gli risposi dopo aver gettato alcuni cocci nella pattumiera.
Steve si mise a ridere. - Lei e le sue strambe teorie...
- Sì, lo sono. - feci un profondo respiro. - Ma tu ti fidi comunque di me, vero?
- Devo confessarle che all'inizio non mi fidavo per niente. Ma dopo tutto quello che ho visto, le affiderei la mia vita signora Deraneau. - mi rispose.
- Bene, perché è quello che dovrò chiederti. - mi feci seria.
- In.. in che senso? - mi domandò turbato.
- Vorrei che tu e tua moglie veniste a vivere qui. Cercate casa per la bambina, no? - continuai cercando le chiavi della casa.
- No, io non posso accettare... lei ha speso tutti i suoi soldi per... - provò a tirarsi indietro.
- Ma io non te lo chiedo a gratis. Voglio che tu accudisca questo posto finché una donna di nome Evaline non ti farà un'offerta di vendita. Il prezzo fallo tu, non sarà un problema per lei, fidati. - gli spiegai.
- E come farò a riconoscerla oltre al nome? - mi chiese ancora.
- Sarà inconfondibile perché ha due bellissimi occhi viola. - gli sorrisi porgendogli le chiavi.
Lui rimase a bocca aperta, poi mi fece un piccolo inchino. - Per me sarà un onore, Oracolo!
Gli sorrisi e gli appoggiai una mano sulla spalla. - Grazie, Steve!
Poi il ragazzo si girò verso la libreria. - E quei simboli servono per?
- Oh, niente. Solo a proteggere la più grande raccolta di grimori che questa città ha da offrire. - risposi.
- Vuole che faccia un rito per rendere quei simboli efficaci? - chiese lui.
Io gli sorrisi. - Mi faresti davvero felice. Mi raccomando, qualcosa di non percepibile.
- Certo, ho quello che fa per noi. - mi fece l'occhiolino.
Quando Steve finì il suo rito tornai a casa sapendo di aver lasciato un piccolo segno e un aiuto alla mia Sacerdotessa.


Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing dei libri: Grazie mille.


Libri Precedenti.


domenica 16 luglio 2017

Recensione Del Blog: Sognando Con Il Libro


Questo è il secondo libro di Andrea Romanato che leggo e devo dire che l’autore ha davvero superato se stesso. Complimenti!!

Si tratta della prosecuzione de “Le streghe di New Orleans” di cui trovate già la recensione sul mio blog.

Ritroviamo alcuni personaggi presenti in Lonely Souls 1, tra i quali il/la protagonista principale Erik/Evaline che, ora consapevole dei suoi poteri, non lesina a spingersi anche oltre il suo volere pur di difendere chi gli/le sta accanto.

Chi segue il mio blog sa che il fantasy non rientra tra i miei generi preferiti, ma Andrea Romanato mi sta facendo cambiare idea. Ha una capacità descrittiva strabiliante e, nonostante la complessità della storia, i vari eventi che si susseguono, le location nelle quali si svolgono i combattimenti, non perde mai il filo del discorso e ogni tassello trova il giusto incastro.

In questo romanzo sono parecchi gli spargimenti di sangue, la violenza utilizzata per combattere, per acquisire sempre più potere e, nonostante ciò, la lettura è veramente piacevole e rapida. Il lettore non riesce a fermarsi, tanta è la voglia di scoprire cosa accade dopo.

Gli ambienti, gli episodi sono descritti in maniera maniacale, ma per nulla noiosa, e a chi legge sembra di far parte dei protagonisti, di vivere in prima persona gli eventi.

A fare da sfondo a tutto ciò l’amore tra Erik/Evaline e Tiffany, un amore forte, un legame tra due donne completo, totalizzante. E sarà proprio questo attaccamento morboso a dar loro la forza per superare gli innumerevoli ostacoli che si troveranno di fronte, per superare le perdite che subiranno, per portare avanti i loro ideali, la loro storia, per rendere unica la loro congrega.

Auguro ad Andrea Romanato di avere tutto il successo che merita. Ne ho incontrati davvero pochi di autori contemporanei così bravi, con uno stile narrativo perfetto, senza pecche, senza attimi di dispersione.



Davvero complimenti!!!



mercoledì 12 luglio 2017

[Oneshot] Episodio 15





1 Luglio 1992
Ero riuscita, da sola, a tirare su un fantastico uomo. Purtroppo Murphen non riusciva a perdonarmi di aver lasciato morire suo padre a migliaia di chilometri di distanza da noi e quindi, appena adulto, se ne andò di casa. Avevo fatto del mio meglio per dargli un'istruzione e una educazione, ho fatto tutti i lavori che questo corpo riusciva a concedermi ma ne è valsa davvero la pena.
Da sempre ha avuto la passione della cucina ed è diventato un bravo chef. Nel ristorante dove lavorava aveva incontrato una ragazza di nome Mikela e avevano cominciato una relazione, anche con dei periodi turbolenti. Ma Murphen non si è mai arreso con lei e l'amava così tanto che molte volte mi faceva tornare a quando Joseph ed io abitavamo vicino al Vallo di Adriano.
Alla fine Murphen sposò Mikela e andarono a vivere assieme. Non gli dissi mai la verità su di me o su suo padre ma il livello con cui maneggiava i coltelli era alla pari di Joseph.
Io, invece, restai da sola per mia scelta, volevo aiutare le persone come meglio potevo anche se ormai avevo cinquantadue anni e gli atti di eroismo erano esclusi. Provai a fare quello che sapevo fare bene, conoscere il futuro. Durante i mesi passati con Evaline e gli altri mi ero immersa nella lettura, leggevo di tutto, quindi ne sapevo abbastanza per sembrare credibile.
Dopo qualche anno il Gran Circolo di Era mi chiese di unirmi a loro. Io accettai, preferivo avere sotto controllo Era che essere del tutto esclusa.
A giugno del 92 il Gran Circolo mi mandò una lettera che diceva di avermi assegnato una guardia del corpo. Alla mia porta si fece trovare un giovane uomo sulla trentina, alto e moro, con due intensi occhi marroni.
- Quindi sei tu la mia balia, eh? - lo salutai.
- È per la sua sicurezza. Gli Oracoli sono più unici che rari, la Sacerdotessa Era vuole assicurarsi che rimaniate fuori dai problemi di questa città. - rispose lui con garbo. Il suo modo di fare era simile a un maggiordomo, la sua voce era calma e le parole ben ponderate.
- Che tradotto significa: non metterti nei casini e renditi disponibile in caso ne avessi bisogno. - Lo fissai negli occhi. Sapevo che era vero, non ero così stupida da credere alla favola della sicurezza.
Lui non rispose e io chiusi la porta dietro di me. Dovevo uscire per delle faccende da sbrigare ed ero in ritardo.
Mi fermai e mi girai verso di lui. - Come ti chiami? - gli chiesi.
- Steve... Steve Monrou, signora. - rispose.
- Cosa fai lì impalato? Se devi proteggermi devi anche seguirmi. - lo rimproverai e continuai per la mia strada.
Si propose per farmi da autista e la cosa mi rese contenta, odiavo guidare. Feci il giro delle comunità e degli ospedali, il mio lavoro consisteva nello dare conforto ai malati e dare speranza ai molti veterani di guerra nei centri d'accoglienza.
In uno di quei centri incontrai un ragazzo biondo dagli occhi azzurri e penetranti. - E tu che ci fai qui, ragazzo? - gli chiesi.
Inizialmente il ragazzo non rispose, poi, grazie anche alla mia insistenza mi rispose: - Sono un soldato di fanteria tornato dalla Bosnia, mi hanno ordinato di disintossicarmi e di entrare in marina.
Sembrava non crederci molto ed era normale perché sapevo bene che non era la normale prassi. Un soldato tossicodipendente viene cacciato dall'esercito, non dislocato.
- Come ti chiami soldato? - chiesi ancora.
Il ragazzo si mise sull'attenti. - Nathan James, signora.
A sentire nominare quel nome rimasi di stucco. Il capitano della USS Samaritan nonché priore della cellula Inquisitoria di stazza a New Orleans nel 2015.
Feci un bel respiro e mi misi a ridere, sapevo che tipo di persona sarebbe stata. - Scusami. Nathan, ti dirò una cosa, poi starà a te crederci oppure no. Diventerai u grande capitano un giorno. E ricorda: se un giorno dovessi incontrare una giovane donna dagli occhi viola sappi che è una brava persona e che avrà bisogno del tuo aiuto e della tua amicizia. - Lo fissai negli occhi per imprimerglielo bene in testa.
- Lo prenderò come mio primo vero ordine da parte di un mio superiore, signora. - disse lui e mi fece di nuovo il saluto militare.
- Conosce quel ragazzo? - mi fece Steve.
- No. Ma lui sarà importante un giorno. - gli risposi.
Sapevo che Nathan diceva seriamente perché conoscevo bene il suo comportamento e fare il saluto militare per lui equivaleva ad adempiere a un giuramento solenne.



Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing dei libri: Grazie mille.


Libri Precedenti.


martedì 11 luglio 2017

Intervista Del Blog: Il mio mondo di libri 75

Benvenuti nel mio salotto letterario virtuale in cui intervisto i nuovi autori che recensisco, affinchè li conosciamo meglio. Non dimentichiamo che i nuovi autori di oggi saranno i Bestseller di domani. Allora avrò il piacere di affermare di averli conosciuti quando ancora non erano famosi.

L'invito di oggi è stato accettato da Andrea Romanato, l'autore dei romanzi la "Saga Lonely Souls": Le streghe di New Orleans e La guerra occulta delle streghe. 

Una Saga composta da due romanzi, di cui il secondo recensito giorni fa. 
Troverete entrambe le recensioni all'interno del blog.





Prima dell'intervista, conosciamo meglio Andrea attraverso una sua breve biografia:



 Andrea ha trent'anni. Fin da piccolo si è divertito a giocare con le parole e  ad inventare storie; la prima storia è stata scritta a otto anni, era una specie di fanfiction su IT dove i protagonisti erano poco intimiditi dal loro nemico. Alla fine IT moriva come un pagliaccio. Ma il giudizio della maestra fu  talmente duro e cattivo,  che smise di scrivere. 
A quattordici anni provò a scrivere il suo primo romanzo “Storia di Tera”, ma lo lasciò  incompiuto dopo aver ascoltato alcune critiche negative  da parte di alcuni parenti, il manoscritto trattava di demoni e loro erano cristiani devoti, potete solo immaginare la reazione. 
Ha smesso di scrivere  fino a due anni fa, quandoiniziò l'avventura "Lonely Souls", un blog dove postare gli aggiornamenti di tutte le storie che avevo in mente. Iniziò con una fanfiction su Star Wars, una trasposizione basata sul concetto: e se la “galassia lontana, lontana” fosse distante nel tempo più che nello spazio ...Successivamente è nata la storia di Lonely Souls: Le streghe di New Orleans ed il secondo volume intitolato “Lonely Souls: La guerra occulta delle streghe.”
Naturalmente i genitori di Andrea non accettano la sua decisione di essere uno scrittore ma pretendono un futuro da  imprenditore  ricco in terra straniera. 


 
 Legenda: A ( io )
                 B: ( Andrea )
 
A: Ciao Andrea, grazie per aver accettato il mio invito e per la fiducia che riponi in ciò che scrivo e nel mio blog, anche perchè se ben ricordi, i primi contatti che abbiamo avuto , diciamo che non sono stati tanti " amichevoli"
 

  B : Salve a tutti  e grazie a te  per l'ospitalità ahahahaha
  A: Bene, iniziamo l'intervista. A quanti anni hai iniziato a scrivere?
  B: Ho iniziato a scrivere a otto anni  una storia ispirata a IT per un compito in classe. La maestra però non ha gradito e mi ha sgridato; ripensandoci oggi però, penso di aver avuto una brillante idea allora avendo soltanto otto anni.
 A: La serie delle streghe sono i tuoi primi romanzi o hai scritto altro?
B: Sono le mie prime vere pubblicazioni ma spero di poter creare altre serie ambientate nello stesso mondo. Un po' come fa la Marvel con i suoi supereroi
A: Come mai ami il genere fantasy cosi' lontano dalla realtà e parli e racconti di streghe come se fossero reali, che cosa ti ispira?

B: Il finale. Sembrerà strano ma io cerco sempre un bel finale per un mio libro, poi faccio agire i miei personaggi di conseguenza per raggiungere quel punto. In realtà ho pensato: le donne vengono spesso  raffigurate come contorni o come supporti per gli eroi dei romanzi (meglio non parlare di erotici sennò parte la rissa, ahahaha), ma non vengono quasi mai descritte come personaggi realmente forti. Poi ho visto un anime chiamato Fairy Tail in cui c'è un personaggio, una maga di nome Erza Scarlet, che viene soprannominata Titania per la sua forza e il coraggio con cui affronta le sue battaglie. Quindi mi sono chiesto: quali sono le donne del nostro passato che rispecchiano la forza davanti alle più terribili avversità? La risposta è stata: le streghe con i secoli di torture e suplizi. 

A: Ma di' la verità, da piccolo non avevi paura delle streghe che potevano uscire da sotto il letto e rapirti? 

B: No, mai. Io vivevo con i mostri nei miei sogni, ed erano avventure bellissime. Invece mi svegliavo completamente sudato se sognavo unicorni e arcobaleni su campi di margherite. Ahahahaha. 

A: Guarda, non so se invidiarti per questo oppure aver paura di te ahahaha. Io la notte mi svegliavo per guardare sotto il letto casomai ci fossero i mostri ahahaha
Chi sono i tuoi scrittori preferiti?

B: Arthur Conan Doyle, da piccolo ho letto Howard Phillips Lovcraft e Robert Ervin Howard. 

A: Hanno in qualche modo influenzato la tua formazione d'autore? 

B: Sì e no. Sono dei classici e mi hanno dato le basi su cui scrivere come desidero io, ma non mi sognerei mai di scrivere con il loro stile perché, paradossalmente, non ci riuscirei.

A: L'ultima domanda e poi ti lascio libero a fantasticare sulle tue streghe ahahahah
In questo momento hai lavori in corso, altri romanzi, altre avventure che prendono vita tra le tue mani " di fata"? 

B: Ho appena finito il terzo libro della saga, che è anche un Oneshot, e fra poco parto con uno Spinoff. Poi ci sarà un secondo Spinoff e il terzo libro della trama principale. Per adesso di sicuro questi, poi vedremo come continuare.

A: Ti ringrazio per la tua disponibilità e per la tua presenza nel mio piccolo blog, che spero un giorno crescerà. 

Ti saluto, aspetto il tuo prossimo romanzo per recensirlo.

B : Grazie di cuore per l'ospitalità e... A presto!
 
La mia lunga intervista finisce qui, ringrazio ancora una volta Andrea e ringrazio tutti voi per l'attenzione, alla prossima settimana per una nuova intervista.
 
Buona lettura ricordandovi che la lettura è soprattutto avventura e mai come in questo caso è il momento adatto per dire ciò ahahahaha

La vostra Emanuela

Stagione In Corso