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venerdì 28 aprile 2017

Recensione Del Blog: Sognando Con I Libri



Erik Crane-Evaline è il/la protagonista indiscusso/a del romanzo fantasy di Andrea Romanato.
Un romanzo pieno di suspence, di colpi di scena, in cui le descrizioni dei vari personaggi che si susseguono e dei luoghi in cui si svolgono le differenti scene sono curate nei minimi dettagli.
Una lettura piacevole che lascia una buona dose di adrenalina che rende ogni pagina sempre più intrigante.
L'autore è stato bravo a utilizzare una scrittura accattivante e mai banale fino all'ultima parola, a dar vita a episodi in grado di lasciare con il fiato sospeso, invogliando la prosecuzione della lettura sino alla fine.
Ma veniamo al cuore del romanzo. Erik Crane, un giovane ragazzo newyorkese, cerca di salvare una ragazza da un'aggressione e, improvvisamente, "rinasce" nei panni di una ragazza.
Scoprirà di avere dei poteri, di essere una strega tra le più potenti e dovrà abituarsi a vivere una vita completamente diversa da quella a cui era abituato.
Si troverà, insieme ai numerosi compagni di avventura, a combattere con dei poteri che non pensava di avere e che scoprirà strada facendo incontrando avversari sempre più temibili e pericolosi.
Sentirà crescere dentro sé il bisogno di proteggere le persone a cui tiene e che ama, anche grazie al ruolo che si ritroverà a ricoprire.
Andrea Romanato non si è limitato a raccontare una storia, ma ha approfondito le varie tipologie di streghe, descrivendo dettagliatamente i ruoli ricoperti all'interno di una congrega.
I violenti e sanguinosi combattimenti che, via via, prendono forma nel romanzo sono raccontati così bene che, leggendo, sembra di viverli in prima persona.
Libro vivamente consigliato agli amanti del fantasy ma anche a chi, come me, predilige altri generi.
Solo una critica all'autore: l'editing necessita di una maggiore cura!

mercoledì 26 aprile 2017

[Oneshot] Episodio 4








7 Luglio 1948
Era passato più di un anno da quando avevo incontrato Joseph e dal mio arrivo in questa epoca. Avevo imparato a conoscerlo, era gentile e premuroso. Si cacciava spesso nei guai ma riusciva sempre misteriosamente a cavarsela. Molto spesso si trattava di rubare cibo o vestiti ai paesi vicini, ma mai nulla di veramente prezioso, diceva che il denaro era per gli stupidi che vogliono tutto senza sapere cosa farne. Era intelligente per non essere mai andato a scuola e scoprii che aveva tre anni più di me.
Avevo anche conosciuto l'epoca in cui vivevo, le donne erano trattate come dipendenti non pagate per stare a casa a fare le casalinghe. Avevano pochi diritti e molti doveri verso il marito e i figli. Una volta vidi il un bar un uomo picchiare ripetutamente sua moglie e nessuno si era scomodato per dire qualcosa, nemmeno dopo averle ridotto il viso a una maschera di sangue. Avevo voglia di intervenire ma Joseph mi aveva fermata dicendomi: - Se non è oggi sarà domani e se intervieni forse domani sarà anche il suo ultimo giorno. - All'inizio non avevo capito, poi mi ero ricordata che non esisteva alcuna legge contro il maltrattamento e l'abuso femminile.
Quel giorno capii anche che Joseph si sentiva in colpa per il fatto di non poter fare nulla per la donna.
Tre mesi dopo la trovarono morta in un boschetto vicino al Vallo di Adriano, vicino a casa nostra.
Ricordo che mi sentivo arrabbiata e frastornata e pesai a quante altre donne avrebbero perso la vita per colpa di uomini come il marito di quella poveretta.
La maggior parte del tempo la passavo a pulire casa, sistemare i panni, preparare da mangiare, oppure a leggere libri: mi era sempre piaciuto leggere libri perché mi aiutavano a fuggire dalla realtà, anche nel 2016 spesso leggevo per questo motivo.
I libri erano pochi e raramente riuscivo a recuperarne altri, le librerie erano ancora poco fornite.
Joseph era un bravo ragazzo e da quando mi aveva trovata mi era sempre rimasto accanto. Era davvero un buon amico. Una volta mi aveva salvato da un venditore che voleva consegnarmi alla polizia per aver rubato un pollo da cucinare.
Il Vallo di Adriano era ad un paio di chilometri di distanza, lo scoprii facendo una passeggiata per schiarirmi le idee. In realtà era una lunga collinetta che andava da est a ovest a perdita d'occhio. Non erano ancora stati fatti scavi archeologici, almeno non il quel posto. Capii che era il Vallo dal simbolo della nona legione inciso su una pietra abbandonata dalle intemperie e finemente lavorata.
Faceva caldo e mi ero stesa sul prato davanti a casa, stavo leggendo per l'ennesima volta l'odissea
Joseph era uscito da solo dicendomi di aspettare a casa, aveva una espressione strana e per niente rassicurante. Sapevo che se la sarebbe cavata ma ero comunque in pensiero per lui.
Tornò a casa verso il tramonto, alzai lo sguardo e notai le ferite da taglio e i vestiti tutti strappati e sporchi e con un fucile in mano.
Mi alzai e gli corsi in contro. - Ma cosa ti è successo?
Lui voltò lo sguardo. - Ho incontrato persone che non dovevo mai più vedere. Mi hanno aggredito e io gli ho rubato questo. Se lo vendiamo potremmo finalmente magiare in modo decente. - mi sorrise.
- Delle persone? Chi è stato? - provai a chiedere.
- Lascia perdere. Ora è finita. - Continuò ad avanzare fino a sorpassarmi.
Io gli tornai davanti e lo bloccai. - No, ora ti mi... - provai a dire.
Joseph mi prese per le spalle. - Tess, lascia perdere. Stanne fuori, ti prego. - Vidi i suoi occhi diventare lucidi dalle lacrime.
Io rimasi in silenzio, non avevo il diritto di ribattere anche se volevo sapere cosa era successo. Quello che non volevo, invece, era perdere l'unico amico che avevo.
Lui fece un profondo respiro e mi superò per poi entrare in casa.



Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing: Grazie mille.



Libri Precedenti.


lunedì 24 aprile 2017

Recensione Del Blog: Mare Di Inchiostro Group



Titolo: Lonely Souls – Le streghe di New Orleans
Autore: Andrea Romanato
Editore: Amazon Media EU S. r.l
Data di pubblicazione:  29 gennaio 2016
Genere: Fantasy
Pagine: 190
Formato: Ebook €2,99  – Cartaceo €9,99

Sinossi

Il protagonista è un ragazzo newyorchese, Erik Crane, che si ritrova mezzo morto dopo aver subito un’aggressione da parte di alcuni individui nel tentativo di salvare una ragazza. Quest’ultima gli sussurra delle parole incomprensibili e lui sviene. Quando si risveglia si rende conto di essere nel corpo di una ragazza di nome Evaline e che si trova a New Orleans.
Un anno dopo, tornando a casa da lavoro, aiuta un’altra ragazza da un aggressore maniaco armato di machete. Quell’incontro e quella ragazza segneranno per sempre la vita di Erik, trascinato sempre di più nel mondo segreto delle streghe e delle loro sanguinose leggi.

Recensione a cura di Matteo Pratticò

Andrea Romanato esordisce nel mondo editoriale con Lonely Souls – Le Streghe di New Orleans, prima parte di una saga urban fantasy autopubblicato e disponibile su Amazon.
In queste pagine vi calerete nei panni del protagonista, Erik Crane, che a sua volta veste i panni della strega Evaline in seguito a un incidente mortale. In questo nuovo corpo Crane vivrà una vita del tutto nuova nel mondo delle streghe, il mondo dietro il mondo di superficie. “Un mondo segreto pieno di sangue e dolore, dove l’unica regola per sopravvivere è uccidere prima di essere uccisi”, come affermato dall’autore/narratore sin dalle prime righe. L’avventura si dipana in dieci capitoli, attraverso i quali Evaline si addentra nel mondo delle streghe e si unisce – inizialmente suo malgrado – a una congrega, vivendo varie avventure mentre scopre il grande potere sopito dentro di sé.
Ti fai difendere dalle bambine che si credono Green Arrow? Che caduta di stile.
Lo stile è leggero, pulito, arricchito da citazioni e riferimenti a videogames, fumetti e film cult. Il più evidente, forse, è l’indimenticabile Grosso guaio a Chinatown. Brillante la scelta dell’autore di narrare la vicenda in prima persona, ma poco convincente quando si leggono descrizioni fin troppo dettagliate di ambienti e azioni, come se il personaggio avesse una memoria fotografica. I protagonisti sono ben caratterizzati, resi affascinanti da un forte senso d’ironia che li accomuna, permettendo loro di affrontare il pericolo senza precipitare nell’angoscia.
Per uccidere bisogna muoversi e per difendere bisogna stare fermi, in pratica sono le basi del combattimento. Quindi combatti al meglio delle tue possibilità, e ti posso assicurare che il tuo potenziale sarà pressoché infinito.
Numerosi i temi trattati in questa saga, tra cui l’amore e la passione, ma tra tutti prevale sicuramente quello della scelta. Scegliere cosa fare della propria vita. Scegliere se fare buon uso delle opportunità concesse, aiutando e proteggendo i propri cari, oppure sfruttare il potere acquisito per ottenerne ancora di più. Erik/Evaline vivrà la sua nuova vita in un bilico costante tra due aspetti della realtà: da un lato vede la sua nuova identità come una seconda occasione per vivere una vita migliore, dall’altro sa che non può farsi da parte con il potere a sua disposizione mentre altre streghe minacciano vite innocenti. E quando c’è in gioco tutto questo, fare la cosa giusta si rivela la scelta più difficile di tutte.
In conclusione, Lonely Souls è una saga ricca di potenzialità, consigliata a tutti gli amanti del mondo occulto che non finisce mai di regalarci storie affascinanti.

domenica 23 aprile 2017

Recensione del blog: Letture Sale e Pepe

Sono molto in difficoltà a parlare di questo libro perché non amo fare recensioni negative e perché mi dispiace affossare un esordiente.
Lo sono anche io e so quanto sia difficile ascoltare alcune critiche sulla nostra “creatura”, che amiamo e che abbiamo curato nei minimi dettagli.
Ma il problema è proprio questo: qui non c’è nessuna cura, nessuna attenzione alla forma.
Ho iniziato a contare i refusi e arrivata al 19% della lettura, avendone trovati già almeno 10, ho lasciato perdere.
E ne ho incontrati ancora molti. Decisamente troppi.
E a me questo fa arrabbiare, per due motivi.
Il primo è il rispetto nei confronti del lettore che acquistando un libro concede la propria fiducia all’autore il quale, come minimo, deve averlo confezionato al meglio.
Il secondo motivo è che questa incuria, questa superficialità mettono in cattiva luce il mondo del self publishing. Ormai si trovano troppe opere buttate nel calderone di Amazon tanto per vendere o scalare una classifica.
È una questione di professionalità, a prescindere dal fatto che si voglia essere scrittori per lavoro o per diletto.
Mi dispiace prendere il libro di Andrea come pessimo esempio ma è esattamente questo.
Inoltre vorrei consigliare all’autore di seguire le indicazioni che gli sono state date dal suo editor, che so essere una persona molto professionale e attenta, e che non avrebbe MAI lasciato il testo in questo stato indecente. Non ha senso affidarsi a qualcuno e poi ignorare le sue indicazioni.
Mi premeva dire queste cose perché sono una fiera sostenitrice dell’editing e dover leggere romanzi scritti in questo modo mi innervosisce. Oltretutto tutti questi errori distraggono dalla lettura e anche questo penso che sia contro producente per l’autore stesso.
E poi ho una domanda: perché usare quelle lineette per i dialoghi? Io sono un’amante sfegatata dei caporali e mi delude sempre non trovarli.
Fatta questa premessa molto importante, passiamo alla trama.
Confesso che, ancor prima di accettare di leggerlo per recensirlo, avevo visto la sinossi e ne ero rimasta affascinata.
L’idea di un uomo nel corpo di una donna mi sembrava una bella sfida per un autore che deve riuscire a immedesimarsi in un atteggiamento che, per questione di genere sessuale, può non appartenergli.
L’inizio mi è piaciuto, il protagonista Erik Crane accenna alla sua storia, a come una sera sia praticamente morto per salvare una ragazza da quattro malviventi e come si sia svegliato nel corpo di una ragazza, Evaline Deraneau.
Ora vive a New Orleans e fa la barista.
Anzi, il barista, perché tutta la narrazione è al maschile come è giusto che sia, e non c’è mai un momento in cui ci sentiamo confusi da questa cosa.
Evaline incontra Valentine una sera, quando la salva da un aggressore e quando vede, per la prima volta, una strega.
Valentine ha il potere della telecinesi e la usa per scagliare lontano da sé l’uomo che la vorrebbe morta.
Evaline la porta a casa sua e da qui parte la trama che, devo dire, è anche abbastanza articolata e con degli spunti interessanti.
Man mano che si va avanti con la narrazione entrano in gioco altri personaggi che, piano piano, vanno a formare una nuova congrega, anzi, come dice Erik, un nuovo branco, una nuova famiglia.
Quindi potenzialmente potrebbe venire fuori un gran bel romanzo, ma ci sono molte cose che non mi hanno convinta.
Parto da ciò che mi ha annoiata, e sono le scene di lotta. È sicuramente un gusto strettamente personale ma credo che ce ne siano troppe e siano eccessivamente dettagliate. È una sequenza di colpi poco coinvolgente, con un amore particolare dell’autore per la parola fendente. Penso che in questo caso si senta forte l’impronta maschile.
A partire dalla scena in albergo, quando Evaline e Tiffany vanno a cercare Valentine, ho avuto un dejà vu.
Non so, sarà stata la presenza dei cinesi, la descrizione del classico bordello, rastrelliere con finte spade orientali, i dialoghi prima e durante i combattimenti… ma mi è sembrato di entrare in un film di Jackie Chan degli anni novanta.
Un po’ scontato, semplice, dove l’eroina si trasforma in un ninja perfettamente addestrato.
Mi rendo conto che sia un urban fantasy, mi rendo anche conto che Evaline deve capire molte cose che la riguardano e che la fanno agire d’impulso, sospinta da una forza che ha dentro e che ancora non si spiega, ma mi sembra tutto troppo. Quantomeno troppo veloce.
Un’altra cosa che ho mal sopportato è il carattere di Evaline: isterica, instabile, dall’innamoramento rapido.
È sicuramente leale, un ottimo capo che sa prendere buone decisioni e sa affidarsi alle persone giuste, però è davvero umorale. Risponde male a tutti e nessuno la mette al suo posto.
Non è certo una caratteristica che non troviamo in altri romanzi ma non l’apprezzo particolarmente.
Mi è piaciuto, invece, il personaggio di Tiffany che mi ha ricordato l’attrice Michelle Rodriguez, per questo suo carattere burbero, l’amore per le macchine e per la dolcezza nascosta, quella fragilità che tira fuori solo in alcuni momenti.
In ‘Lonely souls’ viene affrontato anche un tema importante come il rapporto, pessimo, con i propri genitori.
Erik ha deluso i suoi rifiutandosi di votarsi al dio denaro e preferendo essere una persona più attenta ai sentimenti degli altri, desideroso di dare e ricevere attenzioni. Per i genitori non c’è redenzione, nemmeno il giorno del funerale del figlio, quando Evaline parla di Erik come di un ragazzo speciale e i suoi continuano a considerarlo un fallito.
Mi piace quando i cattivi restano cattivi.
Infine, vorrei fare i miei complimenti ad Andrea per la cover che trovo bellissima ed esplicativa, così come il titolo.
Solo alla fine del libro capirete il perché di questa scelta che ho apprezzato molto.
Diciamo che non è un libro che consiglierei, sicuramente non così com’è adesso.
Quindi invito Andrea a sospenderne la vendita fino a che non ne avrà sistemato ACCURATAMENTE l’editing, rispettando le indicazioni che gli sono state fornite da chi ci ha messo mano.
Se ci sarà un seguito o comunque un altro libro dello stesso autore mi auguro di trovare un testo più maturo e un rispetto maggiore per il lettore.
Le scelte della trama possono piacere o non piacere, ma è un diritto di chiunque scriva decidere cosa raccontare, come far comportare i propri personaggi e optare per un finale piuttosto che per un altro.
Il come, invece, l’attenzione all’italiano e ai refusi, è un dovere imprescindibile.

giovedì 20 aprile 2017

Segnalazione più intervista del blog: I Romanzi Si Raccontano


Titolo: Lonely Souls: Le streghe di New Orleans
Autore: Andrea Romanato
Editore: Self Publishing
Genere: Urban Fantasy
Data di pubblicazione: 21 Gennaio 2016
Prezzo: 2,99 ebook, 9,99 cartaceo.
Lunghezza stampa: 187
Sinossi
Il protagonista è un ragazzo newyorchese, Erik Crane, che si ritrova mezzo morto dopo aver subito un’aggressione da parte di alcuni individui nel tentativo di salvare una ragazza. Quest’ultima gli sussurra delle parole incomprensibili e lui sviene. Quando si risveglia si rende conto di essere nel corpo di una ragazza di nome Evaline e che si trova a New Orleans.
Un anno dopo, tornando a casa da lavoro, aiuta un’altra ragazza da un aggressore maniaco armato di machete. Quell’incontro e quella ragazza segneranno per sempre la vita di Erik, trascinato sempre di più nel mondo segreto delle streghe e delle loro sanguinose leggi.
Estratto
Rimase immobile, poi ebbe qualche spasmo. Aveva gli occhi di fuori, dalla bocca fuoriuscivano sangue e saliva diluiti dalla pioggia. Estrassi la lama con un movimento netto, il sangue sgorgò a fiotti copiosi inzuppandomi la felpa. Con un tonfo il corpo stramazzò in una pozzanghera.
Indietreggiai, lasciai cadere il coperchio del bidone, feci altri tre passi verso il muro, mi appoggiai e scivolai giù. Mi tremavano le gambe e non riuscivo a smettere di fissare il corpo inerte.
Rimasi lì per alcuni minuti, senza pensare a niente, poi guardai l’arma che avevo in mano sporca di sangue. Ho ucciso una persona!
Lasciai cadere a terra il machete, mi rannicchiai con ginocchia al petto e mi misi a piangere.
            Perché leggere il romanzo?
Esploriamolo assieme all’autore!
  • Buongiorno, Andrea. Quando hai progettato questa storia?
Due anni fa ho iniziato a progettarla e da allora non mi sono più fermato sotto questo aspetto. Il fatto è che sto cercando di creare un mondo da scoprire poco a poco, un libro dopo l’altro. Sono stato influenzato dai fumetti della Marvel e D.C. per quanto riguarda la struttura della trama. Molti eroi che combattono contro i cattivi, spesso anche collaborando, all’interno di un unico universo collettivo. Alcuni cattivi diventano buoni e viceversa attraverso le esperienze che vivono e di conseguenza nessuno è davvero buono o cattivo, solo spinto dai propri ideali.
  • Sei stato ispirato da qualche lettura, vecchia o recente?
La mia ispirazione viene da film, manga, videogiochi, anime, fumetti, libri, ecc… più roba c’è sul fuoco e meglio è. Il difficile sta nel usare bene questo materiale.
  • L’ambientazione è reale o di fantasia?
Entrambe. La storia si svolge a New Orleans ma le lotte, le capacità di ogni strega e la struttura del loro mondo è completamente inventato.
  • Il romanzo è autoconclusivo o rientra in una serie/saga?
È parte di una lunga serie/saga di libri che comprenderà sequel, spinoff, oneshot e crossover. Insomma tanta roba da leggere e molti approfondimenti per chi sa trovarli.
  • Parlaci dei personaggi e definiscili brevemente con qualche aggettivo. Qualcosa che li renda irresistibili agli occhi del lettore.
Evaline/Erik: Leale e intelligente ma imprevedibile. Tiffany: una dura dal cuore pieno di dolcezza. Valentine: Paurosa ma molto intelligente e furba. Jolene: Impertinente e scontrosa ma bisognosa d’affetto. Francis: Tenebroso e romantico e dall’animo gentile. Kaileena: Scaltra e fedele alle persone a cui tiene.
  • Qual è il pubblico ideale per questa storia? È un testo per tutti o per fasce di lettori ben precise, ad esempio per adolescenti, adulti o è pensato per un pubblico prevalentemente femminile o maschile?
Per tutta la fascia da adolescenti in su. Ci sono molte scene di violenza (colpa di una cosa che abbiamo inventato noi umani di nome battaglia.) e parole che potrebbero turbare delle persone.
  • Che tipo di linguaggio ha scelto, per questo romanzo? Colloquiale, forbito, diretto ecc…?
Molto colloquiale, dopotutto sono i personaggi che parlano e si devono esprimere in modo realistico. Nella narrazione invece cerco di evitare parolacce, per non creare problemi alle persone sensibili.
  • Che cosa desideri comunicare al lettore? C’è un significato nascosto, sotto la trama?
Che in gruppo, anche se ogni singolo e diverso dall’altro, si è più forti. E che se si collabora si possono raggiungere traguardi inimmaginabili. Un gruppo di individui può comunque definirsi una famiglia nonostante i problemi e le differenze, e che può superare ogni ostacolo.

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Conosciamo l’autore, il suo passato
e i progetti per il suo futuro.
Salve a tutti, mi chiamo Andrea e ho trent’anni. Fin da piccolo mi sono sempre destreggiato ad inventare storie, ma quasi sempre rimaneva tutto nella mia testa.
La prima storia che ho scritto è stata a otto anni, era una specie di fanfiction su IT dove i protagonisti erano poco intimiditi dal loro nemico. Alla fine IT moriva come un pagliaccio.
Ho provato a far leggere quella storia alla maestra, era un compito per casa, ma lei mi ha sgridato davanti l’intera classe: “Come ti permetti di scrivere certe cose, sono piene di mostri e scene orribili non adatte ai bambini!” mi urlò. Restituì i fogli e mi diede un’insufficienza. Successivamente ho fatto leggere la storia ai miei compagni, e indovinate un po’, si sono messi a ridere (che per altro era lo scopo della storia). Le parole della maestra mi fecero stare così male che non scrissi più nulla.
A quattordici anni provai a scrivere il mio primo romanzo “Storia di Tera”, ma lo lasciai incompiuto dopo alcune critiche da parte di alcuni parenti, il manoscritto trattava di demoni e loro erano cristiani devoti, potete solo immaginare la reazione.
A vent’anni provai a riprendere in mano Storia di Tera e proporla ad amici, ma anche qui critiche su critiche per il mio modo di scrivere “troppo fiabesco” (?).
Lasciai di nuovo perdere la scrittura fino a due anni fa, quando mi decisi ad aprire Lonely Souls, un blog dove postare gli aggiornamenti di tutte le storie che avevo in mente. Iniziai con una fanfiction su Star Wars, una trasposizione basata sul concetto: e se la “galassia lontana, lontana” fosse distante nel tempo più che nello spazio? Usai quelle poche pagine per sperimentare vari tipi di narrazione, tra le quali la prima persona che uso tutt’ora e con la quale mi trovo benissimo.
Dopo di questa mi sono concentrato sulla storia di Lonely Souls: Le streghe di New Orleans ed ora sto scrivendo il secondo volume intitolato “Lonely Souls: La guerra occulta delle streghe.”, uno spinoff intitolato “Lonely Souls: Angelo della Morte” con protagonista Kaileena Mine e un oneshot intitolato “Lonely Souls: Diario di un futuro passato.” come protagonista Thessa Morgan.
Tutto questo ovviamente tra le critiche dei miei genitori che pretendono diventi un imprenditore ricco in terra straniera. Le discussioni ci sono ancora oggi, non riescono a capire la mia passione.
Ora sapete come è cominciata e come andrà in futuro la mia storia come autore indipendente.
Spero che la mia storia vi sia piaciuta.
A presto. Un abbraccio a tutti.


mercoledì 19 aprile 2017

[Oneshot] Episodio 3




Non parlai con quel ragazzo per l'intera settimana, ero in profonda depressione. Ancora non riuscivo ad accettare di essere intrappolata in quell'epoca e che sarei nata a cinquantotto anni da quel momento.
Il ragazzo mi mise una mano sulla spalla. - Ehi. - mi fece.
- Cosa vuoi? - gli chiesi.
Lui ritrasse la mano. - Niente. Volevo solo sapere come ti sentivi oggi.
Non avevo mangiato molto e avevo passato le giornate a dormire. Ero rimasta sola per l'ennesima volta. Prima i miei genitori mi lasciano in affidamento, la congrega a coi faccio riferimento mi tradisce, poi Emris e in Gran Circolo mi rapisce a casa di quella simpatica vecchietta, ed infine per colpa dei miei poteri sono stata strappata alla famiglia che avevo finalmente trovato.
In tutta questa storia l'unica cosa che veramente mi faceva male era che non riuscivo a rinunciare a tornare da Evaline, Tiffany, Jolene, Francis, Valentine e Kaileena. Era tutto quello che desideravo.
- Sto bene. - gli mentii.
Lui sospirò. - Va bene... - Sembrava non esserne per niente convinto.
Mi aveva assistito e curato al meglio delle sue possibilità e io lo stavo trattando malissimo, mi stavo vergognando di me stessa.
- Cosa vuoi? - gli chiesi.
- Ecco... devo andare in paese a fare provviste. Voi venire? - mi propose balbettando.
Restai in silenzio per qualche secondo, non era una cattiva idea uscire. - Sì, vengo. - risposi.
Mi alzai e mi misi un vecchio giubbotto militare che il ragazzo mi aveva offerto. Ci impiegammo diverse ore per arrivare al paesino a valle. Il cartello, all'entrata del paese, c'era scritto Stroughtory.
Nome strano, forse è di un tizio ricco che l'ha fondato, pensai mentre seguivo il ragazzo.
Ogni casa di quel piccolo borgo tra le colline era in stile anni quaranta: le case, i negozi, le auto anche se poche, i vestiti e le acconciature della gente. Poi vidi un giornale sul tavolino di un bar e lessi la data 1947. Mi salì un nodo alla gola, feci qualche passo indietro e per poco non inciampai. Il ragazzo riuscì a reggermi da dietro la schiena. Mi girai e mi misi a piangere sulla sua spalla.
Lui mi avvolse le guance tra le mani, erano calde e ruvide. - Ora va meglio?
Lo guardai negli occhi. - No, non va meglio. - gli sorrisi.
Lui rise. - Mi dici come ti chiami?
- Thess... - non riuscii nemmeno a finire il mio nome da quanto ero sconvolta.
- Tess. Bellissimo nome. Io mi chiamo Joseph Deraneau. Ora, Tess, non so cosa ti giri per la mente ma cerca di riprenderti altrimenti non andrai avanti. Dobbiamo farci forza a vicenda, capito? - mi spiegò lui.
- Okay, ho capito. - annuii.
- Sì, sei con me? - cercò conferma.
Feci di sì con la testa.
All'inizio non capii cosa stesse dicendo ma, quando arrivammo al mercato di paese, lo vidi rubare del cibo dalle bancarelle pensai: E ora sono complice di un ladro, fantastico!
Quando lo beccarono mi prese la mano e ci mettemmo a correre per non essere presi. La cosa mi fece sorridere ma capii anche che aveva ragione: quelli erano tempi duri e non ci si poteva sedere sugli allori ma darsi da fare per sopravvivere. Accettai, anche se riluttante, il mio destino.




Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing: Grazie mille.



Libri Precedenti.


mercoledì 12 aprile 2017

[Oneshot] Episodio 2






 16 Febbraio 1947


Quando mi svegliai feci un sussulto, il ragazzo che mi aveva salvato era accanto a me con la faccia a pochi centimetri dalla mia. Era profondamente addormentato.
Che carino, arrossii.
Aveva i capelli ricci e castani, labbra carnose anche se screpolate e, da quello che ricordavo, aveva gli occhi azzurri ed era più alto di me. Il modo di russare assomigliava a quello di un bambino, non faceva rumore ma solo un flebile sibilo mentre respirava.
Raggiunsi la sua guancia e lo baciai delicatamente. - Chiunque tu sia, grazie. - sussurrai.
Provai ad alzarmi ma le forze non me lo permisero. Avevo fame, ero a corto di forze e mi girava la testa. Tornai a sedermi.
Dopo alcuni minuti il ragazzo si svegliò e mi guardò. - Buongiorno.
- Buongiorno a te. - gli sorrisi.
Lui si alzò a sedere. - Hai fame?
- Un po'. - gli risposi.
- Perfetto! - Si alzò e andò verso il camino e accese il fuoco, poi aprì un armadietto con dentro varie scatolette di latta. - Il pranzo sarà pronto fra poco. - sorrise.
Era gentile, cosa che all'inizio mi aveva spiazzata, dopo tutto quello che avevo passato con Evaline e gli altri non pensavo di potermi minimamente fidare di qualcuno. Eppure ero nelle mai di uno sconosciuto e provavo una strana sensazione nei suoi confronti, come se lo avessi già conosciuto.
Mi sentivo un po' in colpa per lasciarlo in un posto desolato come quello ma dovevo tornare a New Orleans e far sapere a tutti che stavo bene.
- Hai un cellulare o un telefono? - gli chiesi.
Lui si girò con fare sorpreso. - Un cosa?! - Poi tornò a preparare quelli che sembravano fagioli in scatola.
- Okay, niente cellulare. - sussurrai. - Come mai vivi qui? - gli chiesi ancora.
Lui mi porse la scatola di fagioli caldi. - Questa è la baita da caccia dei miei parenti... - rispose.
Misi in bocca un cucchiaio di fagioli, erano buoni. - E i tuoi parenti ti lasciano qui a vivere da solo?
Lui sospirò e abbassò lo sguardo. - Sono tutti morti a Londra...
Capii che ero in Inghilterra e che era successo qualcosa a Londra. La sua espressione vuota mi fece intuire che fosse stato qualcosa di orribile.
- Londra? - provai a chiedere.
- D... durante il bombardamento di sei anni fa, il tre dicembre... i tedeschi... - continuò.
Sgranai gli occhi e cominciai a sudare freddo. - Di quale bombardamento stai parlando?
- Ma hai anche sbattuto la testa ieri? Intendevo il bombardamento dei nazisti nel 1940... - mi guardò stranito.
- M... Mi... Mille... novecento... quaranta? - stavo tremando. O lui era pazzo oppure io ero sperduta nel tempo.
Lui fece di sì con la testa.
- Non è possibile. Io sono nata nel 2005... e questo è il 2016... - prova a ragionare.
- No, ti sbagli siamo nel 1947. La guerra è finita da due anni. - rispose.
- No. No. No. Non esiste. Io... io devo... devo... - stavo andando nel panico.
Il ragazzo si avvicinò e mi prese per le spalle. - Calmati. Calma. - mi sussurrò gentilmente.
Scoppiai a piangere e smisi di parlare per quel giorno. Ero sotto shock. Avevo salvato il mondo dissipando un paradosso temporale e mi ero ritrovata sessantanove indietro nel tempo. In un istante di lucidità provai ad usare di nuovo le mie capacità ma non ci riuscii. Avevo perso i miei poteri di strega, ero diventata una persona normale.  




Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing: Grazie mille.



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mercoledì 5 aprile 2017

[Oneshot] Episodio 1







Tutti pensano che il tempo sia lineare e prestabilito, un destino invariabile.
È così e io ne sono la prova vivente.
Mi chiamo Thessa Morgan, sono una strega e questo è il diario della mia vita.



15 Febbraio 1947



Aprii gli occhi. La luce del sole mi investiva il viso. Mi strofinai gli occhi e mi alzai a sedere. Quando riuscii finalmente a vedere notai che tutto attorno a me c'erano alberi ed erba alta. Ero sul crinale di una collina e, in lontananza, altre colline mi impedivano di vedere l'orizzonte.
Mi osservai le mani, stavo tremando. Mi resi conto di essere viva e scoppiai a piangere.
Non pensavo di riuscire a sopravvivere a quello che era accaduto: avevo involontariamente creato un paradosso che si era abbattuto su New Orleans e per fermarlo ero entrata in Trance Completa.
- Evaline... - provai a chiamare ma ero da sola in quel luogo.
Presi un profondo respiro e mi alzai. È inutile piangersi addosso, pensai.
Mi tremavano le gambe e faceva freddo. Ero vestita con una maglietta a maniche corte e un paio di jeans leggeri. Cominciai a scendere dalla collina e provai a cercare traccia di civiltà ma non ne trovai. Non c'era anima viva per chilometri.
Camminai per molte ore sotto il sole e al gelo, il vento era pungente. Il fango era soffice ed era difficile avanzare. Ero esausta ma proseguii finché non trovai una strada sterrata a valle, nascosta dagli alberi. Mi guardai attorno ma la strada proseguiva quasi interminabile in entrambe le direzioni.
- Merda! - imprecai.
Proseguii verso quello che speravo fosse il sud, nel peggiore dei casi sarei riuscita a trovare una cittadina per poi chiamare Evaline e gli altri. Il tramonto era di colore rosso intenso e avevo fame. Trascinavo i piedi sul terreno e la temperatura si faceva sempre più bassa man mano che si faceva più buio.
Resisti Thessa. Resisti. Un altro passo, avanti., cercai di incoraggiare il mio corpo ad avanzare.
Le energie erano quasi a zero e in un momento di distrazione inciampai su un sasso e crolla a terra. Stavo per perdere i sensi quando riconobbi una figura si avvicinò a me illuminato dagli ultimi raggi del sole dietro le colline.
Era un ragazzino leggermente più grande di me e vestito in modo strano, una camicia e pantaloni di stoffa rammendati. Si inginocchiò accanto a me e mi prese la mano.
- Sei per caso ferita? - mi chiese preoccupato.
Feci di no con la testa. Ero troppo stanca per parlare.
- Sicura? - chiese ancora cercando di trovare ferite. - Ti sei persa?
Annuii.
- Bene, allora prendi la mia mano e alzai. Non è sicuro stare per strada di questi tempi. - mi porse la mano e mi aiutò a rimettermi in piedi. Mi prese sottobraccio e mi trasportò nella direzione opposta alla mia.
Improvvisamente la testa cominciò a girarmi e la vista mi si appannò. Stavo per cadere ma il ragazzo riuscì a reggermi. È forte anche se è così magro, pensai.
Con molta fatica riuscimmo ad arrivare in una baracca di legno in uno spazio aperto all'interno del bosco. Il ragazzo aprì la porta e notai l'arredamento spartano di quella abitazione: era una sola stanza con un tavolo rettangolare e tre sedie in legno, un letto di fortuna costituito da alcune coperte e un cuscino imbottito di paglia, ed infine dall'altra parte della stanza un caminetto in pietra grezza acceso.
Mi posò sul letto, poi prese la coperta e me la avvolse sulle spalle. - Ecco qua. Avrai freddo con quegli indumenti leggeri... - disse mentre si affrettava ad aggiungere legna al fuoco.
- E poi come ti è venuto in mente di vestirti così in questo periodo. Saresti morta congelata lì fuori. Lo sai? - mi rimproverò.
- Perché te la prendi tanto? Neanche mi conosci. - gli feci di rimando.
- Non lo so, è che non mi piace veder morire stupidamente le persone. - rispose fissando il vuoto. Poi si rimise a punzecchiare le braci con un ramo.
Lo guardai mentre lavorava, sembrava tornato sicuro di se e sapeva esattamente cosa faceva. Sapeva anche l'ubicazione di qualunque oggetto gli servisse. Sicuramente quella era casa sua.
Questo ragazzo è sicuramente più in gamba di me, pensai mentre perdevo definitivamente i sensi dalla stanchezza. Speravo solo di poter tornare a casa il più presto possibile.



Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing: Grazie mille.



Libri Precedenti.

lunedì 3 aprile 2017

Recensione Del Blog: Recensioniamo

Con un titolo misterioso, ma quanto mai appropriato, esordisce un giovane e promettente autore, Andrea Romanato, facendo sentire la sua voce nel panorama italiano degli scrittori emergenti.
Il fascino di una colorata e multietnica New Orleans incontra i misteri di un mondo magico presentato in tutta la sua crudezza, violenza e sensualità. Il protagonista, Erik, intrappolato nel corpo della giovane Evaline in seguito all’incantesimo che gli ha salvato la vita, viene catapultato in una realtà che scardina completamente le fondamenta della sua vita. Streghe e stregoni, ognuno con la sua particolare dote innata, si affrontano sullo sfondo urbano di una città viva, affollata e ignara, coinvolgendo il protagonista, e i personaggi che incontra lungo il suo cammino, in faide oscure e millenarie. La duplice natura di Erik è foriera di segreti e nasconde in sé molto più di quanto egli stesso possa immaginare. Tra rapimenti, scontri frontali, intrighi e tradimenti trovano posto anche i sentimenti che si affermano come la ragione ultima che spinge all’azione. Amore e odio, amicizia e diffidenza, attrazione e inganno sono facce di una stessa medaglia che, roteando tra le pagine, ci offre testa e croce mentre la suspense cresce e l’empatia con i personaggi aumenta.
La narrazione scorre veloce e tiene sempre viva l’attenzione del lettore. Uno stile ricco e variegato offre ottime descrizioni senza creare stalli ma dipingendo, con pennellate illuminanti ed essenziali, gli scenari su cui si muovono i personaggi. I combattimenti, in particolare, sembrano concretizzarsi davanti ai nostri occhi come se le pagine ne proiettassero le immagini nella sala buia della nostra mente. Un linguaggio duro, che non si fa scrupoli ad essere scurrile, riporta questo urban fantasy in una dimensione più terrena ed attuale, insieme ai diversi riferimenti culturali moderni. Lingue taglienti sì, ma che sanno anche essere morbide e seducenti se avviluppate tra loro in scene intense, dalle sfumature erotiche. Sesso, amore e sangue si mescolano a potere e magia mentre una sottile e misteriosa macchinazione tira le fila della trama giocando con la vita dei personaggi.




L’originalità sta anche nella scelta di un protagonista di genere indefinito, uomo dentro ma donna fuori, che racconta le vicende in prima persona. L’autore ci offre dunque un punto di vista duplice e innovativo che permette un’ulteriore quanto particolare immedesimazione al lettore. Pur trovandosi inizialmente disorientato, una volta addentratosi nella trama, delle spiegazioni più che plausibili permetteranno una lettura sempre più coinvolta e priva di pregiudizi.
Sebbene Lonely Souls- Le streghe di New Orleans non sia che il primo esperimento letterario auto-pubblicato di Andrea Romanato, da cui la probabile assenza di un revisore dell’elaborato, questo romanzo si presenta come un ottimo esordio di quella che si spera sarà una carriera in ascesa. Il potenziale c’è, la passione anche. Manca solo il giusto pubblico che speriamo non tardi ad avvicinarsi.
L’e-book è già acquistabile su AMAZON. (Clicca sulla scritta ‘Amazon’ per visionare la Scheda del Libro)
                                                                                                  By Emanuela Catarra


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